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  • @fabiopignatelli 📍#Roma
⠀

Le Vacanze di Natale sono l’occasione perfetta per concedersi un weekend a Roma, che si veste a festa ed ospita in diverse zone i Mercatini di Natale.
Il più famoso è sicuramente quello di Piazza Navona che aprirà i battenti il prossimo 2 dicembre, ma non sarà certo il solo:  in giro per la città saranno allestiti mercatini di tutti i gusti e di tutti generi, che potrete visitare per le prossime feste o se decidete di raggiungere Roma per Capodanno. Abbiamo consultato il sito Zingarate.com per fornivi un’ utile guida ai mercatini di Natale di Roma:
I mercatini di Natale di Roma apriranno i battenti il prossimo 2 dicembre 2019, alcuni andranno avanti fino al 26 dicembre ed altri invece proseguiranno fino all’Epifania. Potrete vivere l’atmosfera magica del Natale, con luci, scintillii e dolci fragranze al Villaggio di Natale di Roma oppure ai mercatini di Natale del Parco della Musica, dove fino all’Epifania si terrà l’Inverno Incantato al Parco della Musica con numerosi stand di artigianato, prodotti tipici, decorazioni natalizie, e gli immancabili presepi.
Dal 2 dicembre fino al giorno dell’Epifania, Piazza Navona ospiterà i più famosi mercatini di Natale di Roma. La piazza si riempirà di numerose bancarelle che offriranno specialità gastronomiche, calze contenenti dolciumi e cioccolata, addobbi e decorazioni per l’albero di Natale.
Appuntamento ogni weekend, per tutto il periodo natalizio alle Officine del Farneto per lo Urban Bazar Christmas Time, uno spazio nuovo con 50 espositori e tutte creazioni natalizie rigorosamente artigianali. Al Circolo degli Illuminati l’appuntamento è con Pandorino Christmas Festival con tanti artigiani e idee regalo. La vera novità del Natale di  Roma sarà l’albero di Natale in Piazza Venezia a Roma, Spelacchio, che verrà acceso l’8 dicembre ⠀
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📝 #ig_italia #italia ⠀
  • @fabiopignatelli 📍 #Roma


    Le Vacanze di Natale sono l’occasione perfetta per concedersi un weekend a Roma, che si veste a festa ed ospita in diverse zone i Mercatini di Natale.
    Il più famoso è sicuramente quello di Piazza Navona che aprirà i battenti il prossimo 2 dicembre, ma non sarà certo il solo:  in giro per la città saranno allestiti mercatini di tutti i gusti e di tutti generi, che potrete visitare per le prossime feste o se decidete di raggiungere Roma per Capodanno. Abbiamo consultato il sito Zingarate.com per fornivi un’ utile guida ai mercatini di Natale di Roma:
    I mercatini di Natale di Roma apriranno i battenti il prossimo 2 dicembre 2019, alcuni andranno avanti fino al 26 dicembre ed altri invece proseguiranno fino all’Epifania. Potrete vivere l’atmosfera magica del Natale, con luci, scintillii e dolci fragranze al Villaggio di Natale di Roma oppure ai mercatini di Natale del Parco della Musica, dove fino all’Epifania si terrà l’Inverno Incantato al Parco della Musica con numerosi stand di artigianato, prodotti tipici, decorazioni natalizie, e gli immancabili presepi.
    Dal 2 dicembre fino al giorno dell’Epifania, Piazza Navona ospiterà i più famosi mercatini di Natale di Roma. La piazza si riempirà di numerose bancarelle che offriranno specialità gastronomiche, calze contenenti dolciumi e cioccolata, addobbi e decorazioni per l’albero di Natale.
    Appuntamento ogni weekend, per tutto il periodo natalizio alle Officine del Farneto per lo Urban Bazar Christmas Time, uno spazio nuovo con 50 espositori e tutte creazioni natalizie rigorosamente artigianali. Al Circolo degli Illuminati l’appuntamento è con Pandorino Christmas Festival con tanti artigiani e idee regalo. La vera novità del Natale di  Roma sarà l’albero di Natale in Piazza Venezia a Roma, Spelacchio, che verrà acceso l’8 dicembre ⠀
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    📝 #ig_italia #italia
  • 17,646 99 15 hours ago
  • 📷 @chivikovaalex @villamagiapositano
📍 #Positano
⠀
Positano è una cittadina incastonata nella roccia e a picco sul mare.
Famosa in tutto il mondo per la moda, la tavola, il mare e per lo stile architettonico. Non a caso è chiamata la "città verticale" in quanto i suoi edifici sorgono l'uno a ridosso dell'altro, dando origine ad un labirinto di vicoli in cui perdersi e ritrovarsi avvolti fra i colori e i profumi che aleggiano nell'aria.
La storia di Positano è molto antica e risale al IX secolo, ai tempi delle incursioni saracene e poi turche. Proprio per difendersi dagli attacchi dei nemici, furono costruite le abitazioni arroccate sulla roccia, oltre alle tre torri di guardia, ancora oggi perfettamente conservate, di Fornillo, Trasita e Sponda.
Il cuore di Positano è rappresentato dalla Spiaggia Grande, che si estende per 300 metri di battigia. Oltre ad essere una delle più grandi dell'intera Costiera, è sicuramente la più mondana, frequentata da artisti e personaggi del jetset internazionale. 
Numerosi sono gli eventi organizzati in questo fantastico scenario, da performance e spettacoli artistici a feste gastronomiche e religiose. Come ad esempio la festa patronale di San Vito con sfilate della banda, processioni e spettacoli pirotecnici; la festa di Santa Maria delle Grazie, che oltre a prevedere la processione e la sfilata della banda, prevede un grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici in mare a rievocazione del miracolo della Madonna, accompagnato da balli canti e piatti di tradizione locale.
Grazie all'innato senso di ospitalità dei positanesi, la cittadina mantiene il primato della località turistica tra le più rinomate e visitate nel mondo.
Di particolare interesse sono da citare le due frazioni di Montepertuso e Nocelle, attigue alla cittadina.
#Montepertuso è conosciuto anche con il nome di "monte bucato". Sul monte si celebra il 2 Luglio, la Festa della Madonna delle Grazie per evocare la leggenda da cui prende origine il nome del monte.
#Nocelle, invece, è una famosa meta di sosta del sentiero degli Dei accessibile, comunque, anche da Montepertuso lungo un percorso in salita.
⠀
📝 #ig_italia
  • 📷 @chivikovaalex @villamagiapositano
    📍 #Positano

    Positano è una cittadina incastonata nella roccia e a picco sul mare.
    Famosa in tutto il mondo per la moda, la tavola, il mare e per lo stile architettonico. Non a caso è chiamata la "città verticale" in quanto i suoi edifici sorgono l'uno a ridosso dell'altro, dando origine ad un labirinto di vicoli in cui perdersi e ritrovarsi avvolti fra i colori e i profumi che aleggiano nell'aria.
    La storia di Positano è molto antica e risale al IX secolo, ai tempi delle incursioni saracene e poi turche. Proprio per difendersi dagli attacchi dei nemici, furono costruite le abitazioni arroccate sulla roccia, oltre alle tre torri di guardia, ancora oggi perfettamente conservate, di Fornillo, Trasita e Sponda.
    Il cuore di Positano è rappresentato dalla Spiaggia Grande, che si estende per 300 metri di battigia. Oltre ad essere una delle più grandi dell'intera Costiera, è sicuramente la più mondana, frequentata da artisti e personaggi del jetset internazionale. 
    Numerosi sono gli eventi organizzati in questo fantastico scenario, da performance e spettacoli artistici a feste gastronomiche e religiose. Come ad esempio la festa patronale di San Vito con sfilate della banda, processioni e spettacoli pirotecnici; la festa di Santa Maria delle Grazie, che oltre a prevedere la processione e la sfilata della banda, prevede un grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici in mare a rievocazione del miracolo della Madonna, accompagnato da balli canti e piatti di tradizione locale.
    Grazie all'innato senso di ospitalità dei positanesi, la cittadina mantiene il primato della località turistica tra le più rinomate e visitate nel mondo.
    Di particolare interesse sono da citare le due frazioni di Montepertuso e Nocelle, attigue alla cittadina.
    #Montepertuso è conosciuto anche con il nome di "monte bucato". Sul monte si celebra il 2 Luglio, la Festa della Madonna delle Grazie per evocare la leggenda da cui prende origine il nome del monte.
    #Nocelle , invece, è una famosa meta di sosta del sentiero degli Dei accessibile, comunque, anche da Montepertuso lungo un percorso in salita.

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  • 18,330 80 14 hours ago
  • 📷 @szatrasie
📍#CinqueTerre

Quella che vedete in foto è Manarola, antico borgo della Riviera ligure di Levante, è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, e costituisce una delle Cinque Terre.

Una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo è Punta Bonfiglio su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi aperto nel 1968, che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese.

Molto suggestivo è inoltre l'ultimo tratto di Via Belvedere che costituisce un vero e proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere.
⠀
Approfondisci la conoscenza del territorio  ammirando altre splendide foto come  questa, seguendo le community @ig_liguria_ & @ig.cinqueterre
Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto.
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  • 📷 @szatrasie
    📍 #CinqueTerre

    Quella che vedete in foto è Manarola, antico borgo della Riviera ligure di Levante, è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, e costituisce una delle Cinque Terre.

    Una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo è Punta Bonfiglio su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi aperto nel 1968, che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese.

    Molto suggestivo è inoltre l'ultimo tratto di Via Belvedere che costituisce un vero e proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere.

    Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_liguria_ & @ig.cinqueterre
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  • 12,500 60 23 hours ago
  • @ushas91 📍#OrtaSanGiulio
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L’antico borgo di Orta San Giulio sorge all’estremità di un promontorio che da oriente si protende verso le acque del Lago d’Orta: un punto strategico ed oggi uno dei palcoscenici ideali da cui ammirare il piccolo specchio d’acqua. A poche centinaia di metri da Piazza Motta, cuore del borgo, proprio sulla punta del promontorio, si scorge l’Isola di San Giulio poco distante.

La piazza, oggi dedicata a Mario Motta, partigiano del Cusio, è il salotto di Orta, cuore della vita cittadina: qui, sin dal 1228, al mercoledì, si svolge il mercato. Qui vengono proposti concerti e altre manifestazioni ed eventi culturali.
Escludendo quello che si affaccia sul lago, i 3 lati rimanenti sono chiusi da vecchi palazzotti, da portici e da ippocastani. Sul lato settentrionale, ma distaccato dai palazzi, si erge il Palazzo della Comunità, o Broletto: risale al 1582 e come tanti altri palazzi comunali del tardo rinascimento si presenta con il piano terreno totalmente porticato. Al primo piano, con accesso da una scalinata esterna, un unico salone dove si riuniva il Consiglio della Comunità della Riviera, antico sogno di indipendenza del Cusio per concessione dei vescovi novaresi.
Guardando verso il lago, ecco l’Isola di San Giulio con il Palazzo dei Vescovi ed il campanile della Basilica di San Giulio che emerge tra acqua e cielo; ed ecco, sull’altra riva, le case di Pella. ⠀
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  • @ushas91 📍 #OrtaSanGiulio


    L’antico borgo di Orta San Giulio sorge all’estremità di un promontorio che da oriente si protende verso le acque del Lago d’Orta: un punto strategico ed oggi uno dei palcoscenici ideali da cui ammirare il piccolo specchio d’acqua. A poche centinaia di metri da Piazza Motta, cuore del borgo, proprio sulla punta del promontorio, si scorge l’Isola di San Giulio poco distante.

    La piazza, oggi dedicata a Mario Motta, partigiano del Cusio, è il salotto di Orta, cuore della vita cittadina: qui, sin dal 1228, al mercoledì, si svolge il mercato. Qui vengono proposti concerti e altre manifestazioni ed eventi culturali.
    Escludendo quello che si affaccia sul lago, i 3 lati rimanenti sono chiusi da vecchi palazzotti, da portici e da ippocastani. Sul lato settentrionale, ma distaccato dai palazzi, si erge il Palazzo della Comunità, o Broletto: risale al 1582 e come tanti altri palazzi comunali del tardo rinascimento si presenta con il piano terreno totalmente porticato. Al primo piano, con accesso da una scalinata esterna, un unico salone dove si riuniva il Consiglio della Comunità della Riviera, antico sogno di indipendenza del Cusio per concessione dei vescovi novaresi.
    Guardando verso il lago, ecco l’Isola di San Giulio con il Palazzo dei Vescovi ed il campanile della Basilica di San Giulio che emerge tra acqua e cielo; ed ecco, sull’altra riva, le case di Pella. ⠀
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  • 11,399 28 18 hours ago
  • @mario_87.jpg 📍#Gravinainpuglia
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Si adagia sull’orlo di un burrone, l’affascinante Gravina in Puglia, nella Murgia Occidentale, in un’area segnata dalla presenza di puli e gravine, a poco più di 10 km da Altamura e a meno di 50 km da Andria e Bari. 
Al confine tra Puglia e Basilicata, Gravina rientra nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Gran parte della città si estende, infatti, sulla sponda di una gravina profonda più di 100 m. A impreziosire le campagne, già frastagliate dai capricci della pietra, ci sono i siti archeologici della Collina Petramagna e del Padre Eterno, con i resti di templi, mura e pavimentazioni di antiche dimore e il vasto repertorio ceramico. 
Sembrano in bilico sulla collina, arroccati su un promontorio fuori dal centro abitato, i resti del Castello Svevo, mentre a poca distanza sorgono la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Basilica Cattedrale, adagiata sul ciglio di un crepaccio, con una vista meravigliosa sulla gravina. ⠀
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  • @mario_87.jpg 📍 #Gravinainpuglia


    Si adagia sull’orlo di un burrone, l’affascinante Gravina in Puglia, nella Murgia Occidentale, in un’area segnata dalla presenza di puli e gravine, a poco più di 10 km da Altamura e a meno di 50 km da Andria e Bari.
    Al confine tra Puglia e Basilicata, Gravina rientra nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Gran parte della città si estende, infatti, sulla sponda di una gravina profonda più di 100 m. A impreziosire le campagne, già frastagliate dai capricci della pietra, ci sono i siti archeologici della Collina Petramagna e del Padre Eterno, con i resti di templi, mura e pavimentazioni di antiche dimore e il vasto repertorio ceramico.
    Sembrano in bilico sulla collina, arroccati su un promontorio fuori dal centro abitato, i resti del Castello Svevo, mentre a poca distanza sorgono la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Basilica Cattedrale, adagiata sul ciglio di un crepaccio, con una vista meravigliosa sulla gravina. ⠀
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  • 18,783 85 19 November, 2019
  • @giona_tad 📍#Frontino
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Con il numero dei suoi abitanti che supera di poco le 300 unità, Frontino è il comune più piccolo della Provincia di Pesaro e Urbino, ed uno dei più piccoli dell’intera nazione. Il piccolo e delizioso borgo, circondato da boschi che garantiscono la salubrità dell’aria, sorge su uno sperone roccioso a 519 metri di quota in posizione dominante sulla valle del torrente Mutino, a poca distanza dai rilievi del Monte Carpegna e dei Sassi Simone e Simoncello, sui quali gode di una magnifica vista panoramica. Il paese è stato inserito nel 2014 nell’elenco del club “I Borghi più Belli d’Italia”, importante riconoscimento turistico riservato alle eccellenze tra i piccoli centri.
La storia di Frontino inizia nell’alto medioevo quando, similmente ai centri limitrofi della zona del Montefeltro, fu edificato come borgo fortificato da parte dei proprietari terrieri della zona, allo scopo di difendere i confini dei propri possedimenti. Diversamente, invece, dalle località vicine, Frontino appartenne da subito ai possedimenti della Massa Trabaria, governati dalla Chiesa, mentre la zona circostante era tutta assoggettata al dominio dei Malatesta, con il risultato che il paese subì numerosi assalti, venendo anche distrutto (e successivamente ricostruito) più volte.
Con l’avvento dei Montefeltro, che conquistarono il borgo unitamente a tutto il territorio circostante, il destino di Frontino si unifica a quello delle località vicine, confluendo quindi nello Stato della Chiesa al termine del dominio della casata feltresca e successivamente entrando a far parte del Regno d’Italia ottenendo lo status di Comune. ⠀
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  • @giona_tad 📍 #Frontino

    Con il numero dei suoi abitanti che supera di poco le 300 unità, Frontino è il comune più piccolo della Provincia di Pesaro e Urbino, ed uno dei più piccoli dell’intera nazione. Il piccolo e delizioso borgo, circondato da boschi che garantiscono la salubrità dell’aria, sorge su uno sperone roccioso a 519 metri di quota in posizione dominante sulla valle del torrente Mutino, a poca distanza dai rilievi del Monte Carpegna e dei Sassi Simone e Simoncello, sui quali gode di una magnifica vista panoramica. Il paese è stato inserito nel 2014 nell’elenco del club “I Borghi più Belli d’Italia”, importante riconoscimento turistico riservato alle eccellenze tra i piccoli centri.
    La storia di Frontino inizia nell’alto medioevo quando, similmente ai centri limitrofi della zona del Montefeltro, fu edificato come borgo fortificato da parte dei proprietari terrieri della zona, allo scopo di difendere i confini dei propri possedimenti. Diversamente, invece, dalle località vicine, Frontino appartenne da subito ai possedimenti della Massa Trabaria, governati dalla Chiesa, mentre la zona circostante era tutta assoggettata al dominio dei Malatesta, con il risultato che il paese subì numerosi assalti, venendo anche distrutto (e successivamente ricostruito) più volte.
    Con l’avvento dei Montefeltro, che conquistarono il borgo unitamente a tutto il territorio circostante, il destino di Frontino si unifica a quello delle località vicine, confluendo quindi nello Stato della Chiesa al termine del dominio della casata feltresca e successivamente entrando a far parte del Regno d’Italia ottenendo lo status di Comune. ⠀
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  • 15,621 43 20 November, 2019

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  • 1 1 1 minute ago
  • Here's a recap of Milan with @amonamarth a couple of days ago!⠀
Barcelona today at Sant Jordi for show 7!
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  • 0 1 2 minutes ago
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  • 2 1 2 minutes ago
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  • 0 1 3 minutes ago
  • Scopeeee!?!!
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  • 3 1 10 minutes ago
  • It’s a hard life, isn’t it? 💭 - ps. that nose!
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  • 8 1 29 minutes ago
  • Assisi❤️
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  • 36 1 30 minutes ago
  • PICCOLA BASTARDA
La #storia (vera) di un #demone a 4 ruote
Dopo la morte di  #Dean che non stiamo qui a raccontare poiché crediamo che tutti sappiano la versione dei fatti la piccola bastarda ( una spettacolare #Porsche 550 spyder ) fu acquistata da G.Barris titolare della famosa carrozzeria #BarrisKustom che preparò la quasi totalità di auto ad #Hollywood. Barris il giorno dell’acquisto dell’ormai ammasso di lamiere la caricò su un carroattrezzi, ma un supporto si ruppe incrinando “l’auto” che spaccó la gamba ad un meccanico, la #macchina fu portata nel garage di Barris, dove telaio e carrozzeria restarono a lui mentre il motore fu venduto ad un dottore tedesco che correva in gare di campionati minori, durante una gara perse il controllo dell’ auto e uccise un giudice a bordo pista. Le gomme furono acquistate da un pilota che rimase paralizzato dalla vita in giù dopo un incidente in gara ma non finisce qui, un ragazzo cercando di entrare nel #garage di Barris per rubare qualche pezzo da usare come reliquia si tagliò un braccio con la lamiera dell’ auto e successivamente fu necessario l’amputazione dell’ arto data l gravità della ferita. Secondo voi poteva finire così? No.. Barris a quel punto la cedette per un periodo ad un organizzazione che cercava di sensibilizzare gli automobilisti sulla guida in strada, durante il trasporto il camion nel quale era caricata la Bastarda fu tamponato, la 550 #spyder uscì dal rimorchio uccidendo il guidatore di una terza auto presente durante il tamponamento.
L’ultima bastardata che si sa dell’ auto risale al termine della campagna di sensibilizzazione, una notte l’ auto che era ferma su dei cavalletti magicamente cadette al suolo rompendosi in 11 pezzi. Gli organizzatori della campagna stufi, impacchettarono l’auto e la rispedirono a Barris, alla quale non arrivo mai! Infatti Il treno sul quale viaggiava arrivato a destinazione trasportava con se l’ennesimo #mistero, l’auto era sparita..
Barris mise una taglia milionaria sull’auto valevole ancora oggi, ma la Piccola #Bastarda non fu mai ritrovata. Più e più volte si è pensato di averla scovata, ma poi si è sempre rivelato un fake.
Caccia al #tesoro??
#ifioideemacchine
  • PICCOLA BASTARDA
    La #storia (vera) di un #demone a 4 ruote
    Dopo la morte di #Dean che non stiamo qui a raccontare poiché crediamo che tutti sappiano la versione dei fatti la piccola bastarda ( una spettacolare #Porsche 550 spyder ) fu acquistata da G.Barris titolare della famosa carrozzeria #BarrisKustom che preparò la quasi totalità di auto ad #Hollywood . Barris il giorno dell’acquisto dell’ormai ammasso di lamiere la caricò su un carroattrezzi, ma un supporto si ruppe incrinando “l’auto” che spaccó la gamba ad un meccanico, la #macchina fu portata nel garage di Barris, dove telaio e carrozzeria restarono a lui mentre il motore fu venduto ad un dottore tedesco che correva in gare di campionati minori, durante una gara perse il controllo dell’ auto e uccise un giudice a bordo pista. Le gomme furono acquistate da un pilota che rimase paralizzato dalla vita in giù dopo un incidente in gara ma non finisce qui, un ragazzo cercando di entrare nel #garage di Barris per rubare qualche pezzo da usare come reliquia si tagliò un braccio con la lamiera dell’ auto e successivamente fu necessario l’amputazione dell’ arto data l gravità della ferita. Secondo voi poteva finire così? No.. Barris a quel punto la cedette per un periodo ad un organizzazione che cercava di sensibilizzare gli automobilisti sulla guida in strada, durante il trasporto il camion nel quale era caricata la Bastarda fu tamponato, la 550 #spyder uscì dal rimorchio uccidendo il guidatore di una terza auto presente durante il tamponamento.
    L’ultima bastardata che si sa dell’ auto risale al termine della campagna di sensibilizzazione, una notte l’ auto che era ferma su dei cavalletti magicamente cadette al suolo rompendosi in 11 pezzi. Gli organizzatori della campagna stufi, impacchettarono l’auto e la rispedirono a Barris, alla quale non arrivo mai! Infatti Il treno sul quale viaggiava arrivato a destinazione trasportava con se l’ennesimo #mistero , l’auto era sparita..
    Barris mise una taglia milionaria sull’auto valevole ancora oggi, ma la Piccola #Bastarda non fu mai ritrovata. Più e più volte si è pensato di averla scovata, ma poi si è sempre rivelato un fake.
    Caccia al #tesoro ??
    #ifioideemacchine
  • 66 1 40 minutes ago
  • ..Un muro di nuvole ..con dietro il sole... #sunrise
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  • 99 3 5 hours ago